martedì 28 maggio 2013

Qualcosa è cambiato

Che poi in realtà me l'avevano sempre detto: le cose cambiano.
  
Ti svegli un mattino e ti rendi conto che, alla fin fine, stai bene come stai. 

E sei felice di rivedere i tuoi amici lontani e di fare serata con loro, cantando canzonacce trash a squarciagola in macchina andando a ballare, dove sai che non ti importunerà nessuno perchè sono tutti gay, ma potrai scatenarti tranquilla senza ritrovarti mani estranee sulle chiappe. E ti godi lo spettacolo delle drag queens che, lo ammetti, ti sono sempre piaciute. E poi, quella che ha vinto il concorso regionale aveva lo stesso vestito della Barbie che tanto volevi da piccola.

C'è che non vedi l'ora di passare 4 ore in una sala a ripetere brani di Shakespeare a memoria, per scoppiare a ridere come una deficiente perchè il tuo Otello vuole delle prove oculistiche della colpevolezza di Desdemona. Che poi tu hai sempre avuto una risata contagiosa, da strega dicono, e alla fine ti trovi che tutti attorno a te ridono solo perchè sentono ridere te. E pensi che i crampi dalle risate era tanto che non ti venivano, e fanno proprio bene.

C'è che ti rendi conto di poter interessare agli altri e ti fa piacere che ti cerchino, e quando vedi quel nome sul display del cellulare ti esce un sorriso, che in fondo in fondo lo sapevi che ti stava pensando.

C'è che dopo settimane trovi che qualcuno ha letto la tua email e pensa che il tuo curriculum valga la pena di un colloquio, e ti dici che forse non avevano tutti i torti quando ti dicevano basta cercare. Non ti fasci la testa e cerchi di rimanere coi piedi per terra, ma intanto pensi che è la scusa perfetta per andare qualche giorno a Roma. E già hai negli occhi l'azzurro del cielo sopra S. Pietro, senti sotto i piedi i ciottoli irregolari di Trastevere e in bocca il gusto rotondo di olio e sale della pizza bianca che si scioglie scrocchiando sotto i denti.

C'è che, per la prima volta dopo tanti mesi, ripensi a quello che avevi nella tua vita precedente e non ti viene un senso di angoscia per averlo lasciato. Anzi. Hai trovato delle cose belle da fare anche da questa parte. E delle persone che non hai visto sparire dopo una serata innaffiata di birra.

C'è che forse hai trovato una stabilità che non avresti mai immaginato, e se fosse di fermarti qui per un altro anno non sarebbe poi così male. Ricominci a fare progetti, a pensare a cosa fare.

C'è che forse doveva andare così, e tutto acquista un senso e i tasselli completano il puzzle.



giovedì 23 maggio 2013

RIELABORARE, ovvero di coinquiline, convivenze, solitudini e paure


Immagine presa dal web
 
In questa mia fase di ripresa, non posso fare a meno di ripensare a quando tutto è cominciato, ovvero agli ultimi mesi della mia vita a Bruxelles. Dopo un anno da erasmus reloaded-il ritorno (leggi: festini trash, fiumi di alcol, mal di testa mattutini e risvegli imbarazzanti, però con quegli annetti di più che iniziavano a farsi sentire) avevo deciso che era giunto il momento di avere una vita sana e normale.

Primo passo: sbarazzarmi delle mie CDM (coinquilinedimmerda) e andare a vivere da sola.

[Inciso sulle suddette CDM: una ispano-polacca, fidanzata con il Barambani, campeggiatore abituale del nostro appartamento nonchè disseminatore di bicchieri sporchi di vino in giro per la casa ed il bagno, intasatore di doccia, orribile visione mattutina in boxer che mi saluta con il suo inconfondibile Hello Bi uscendo pimpante dal nostro unico bagno.
Poi c'era quella bulgara, fisico da modella, fidanzata con Jackie Chan ciccione (un soprannome, un programma), altro campeggiatore abituale chez nous ma a settimane
alterne perchè viveva in Germania. Lei guadagnava al mese quello che io mettevo assieme in sei ma faceva le pulci sui soldi per il detersivo, giustificava il suo non fare una cippa per il ménage familiare con la scusa che 'lavorava alle Istituzioni e quindi era impegnatissima', scroccava con nonchalance il mio cibo italiano ma non ricambiava mai.]

Per cui, quando la mia supervisor di stage mi aveva proposto di andare a vivere da lei finchè non avessi trovato un lavoro, avevo pensato di cogliere 2 piccioni con una fava: liberarmi delle odiose coinquiline+fidanzati trash, e risparmiare sull'affitto per quel paio di mesi al massimo che, contavo, mi ci sarebbero voluti per trovarmi lavoro e casa. Mi sentivo astuta come Kattivik.

sabato 18 maggio 2013

Proposte indecenti fra bloggers


 
Qualche tempo fa, Vero di Mipiacequandopensi (gran bel blog, consigliatissimo!!) mi ha contattata per una proposta indecente fra bloggers: scrivere qualche cosa io per il suo blog, per la sua nuova rubrica Mipiacequandoscrivi. Che fico, ho pensato, queste cose di contaminazione fra blog mi ispirano tantissimo!!
Io e Vero ci seguiamo a vicenda da un po', e ci siamo prese subito in simpatia. E' diventata una delle mie blogamicizie di riferimento principali, e chissà che un giorno non si riesca a concretizzare quest'amicizia virtuale...un bell'esempio di quanto possa essere umanamente gratificante la blogosfera!

Insomma, c'avevo questa cosa della storia per Vero che mi ronzava per la testa da un po'. Solo che, fino all'altro giorno, ispirazione zero, finchè...pof, mi è saltata fuori. E così oggi potete trovare sul blog di Vero il mio contributo, Come i pini di Roma.

Se vi va, fateci una capatina. :-)

lunedì 13 maggio 2013

piano piano, RISALENDO


Foto di Stefania Latina

Rieccomi qua.
Dopo il mio utlimo post-confessionrivelazione mi sono volontariamente assentata. Dovevo riprendere un po'in mano la situazione. E poi perchè, lo confesso, mi sentivo tremendamente in colpa a passare tanto tempo al pc a scrivere i ca**i miei a curare il blog, invece che cercare lavoro. Però troppo lontana non ci sono potuta e voluta stare, che alla fine mi sono affezionata a questo spazio virtuale e alle blogamicizie e ho bisogno di scrivere.
Anzi anzi, ringrazio subito dm per il Very Inspiring Blogger Award e Princi e Nonsense per il Liebster. Grazie per avermi pensata, consiglio a tutti di andare a fare una capatina da loro perchè meritano assai.

Per cui rieccomi.

La soluzione non l'ho trovata, e domani rimane sempre un ca**o di altro giorno. Però ho ripreso, timidamente, soffocando gli attacchi di angoscia e i conati di nausea che mi salgono in gola, a cercare lavoro. Con calma, ma ci sto lavorando (ha ha ha).

Nel frattempo, per il ponte (non mio ovviamente, che io ponteggio ogni giorno) del 1 maggio sono stata a Milano dalle mie Amiche. E puntualmente, come dopo ogni visita, ringrazio il destino per averle messe sulla mia strada. Perchè sono sfacciatamente fortunata ad averle, che anche se fisicamente ci vediamo poco, ci sono sempre. Non giudicano, ma ascoltano, capiscono, mi dicono la loro e alla fine mi vogliono bene comunque, così come sono. Grazie. Alla mia gumpis mammetta e alla sua infinita, granitica presenza. Alla saggia amica Esse perchè colpisce sempre nel segno e ha ragione. Alla gumpagnuccia, che dopo ogni sua telefonata mi sento di poter conquistare il mondo. Alla GiO, perchè la credevo persa e l'ho ritrovata.

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