giovedì 25 luglio 2013

Cinquanta sfumature di PRECARIETA'


...no, non è un post ad alto contenuto erotico dove i protagonisti fanno le acrobazie borderline, niente Mr Grey, manette e piume di struzzo da queste parti*.
Lo scorso weekend, passato con amiche vecchie e nuove, non ho potuto fare a meno di raccogliere qualche considerazione sul tema che tutti ci attanaglia, la precarietà. Come sempre, l'incontro genera scambio e quindi riflessione, che mi piace condividere in questo mio spazio virtuale. E poi, dopotutto, questo blog si chiama precariaMENTEando, un motivo ci sarà no?!

Nel giro di 24h mi sono trovata a contatto con quattro storie, fra loro diversissime:

Esse: un contratto a tempo indeterminato, una casa di proprietà con vista campagna, un mutuo in banca e un brillante all'anulare sinistro. Si sposa a dicembre. Il futuro marito però lavora in un'altra città: si vedono solo nei weekend. Se non riesce a trovare lavoro dove hanno messo su la loro deliziosa casetta, saranno costretti a vendere, spostarsi e ricominciare da capo. Magari anche all'estero, con un inglese stentato dai banchi di scuola.

venerdì 12 luglio 2013

Ma è davvero tutto così nero?!

Immagine presa dal web

 Altra carrellata di considerazioni ad minchiam random.

Premessa: sono naturalmente e costituzionalmente portata al pessimismo cosmico, all'insoddisfazione permanente, alla criticità estrema su tutto e tutti (in primis me stessa). Insomma, non sono sicuramente Pollyanna nè tantomeno Heidi, tutte solecuoreamore. Che sia chiaro.

Però c'è una cosa che, ultimamente, mi lascia un po'perplessa, ovvero il catastrofismo dilagante che trasuda non appena ci si connetta con il resto del mondo, che sia via internet, TV, radio, carta stampata e chi più ne ha più ne metta. A sentire telegiornali e talk-shows di attualità socio-politica, a uno viene voglia di legarsi direttamente un'incudine al collo e buttarsi da un ponte. Tanto vale farla finita subito, che qui non c'è speranza, non c'è soluzione, non c'è futuro e nel giro di pochissimi anni ci auto-estingueremo per consunzione o, nel migliore dei casi, diventeremo una colonia cinese che produce tricicli a biogas.
Va tutto male. Mai, dico MAI una notizia positiva. Mai che qualcuno dica che ce l'ha fatta, che è contento di quello che fa, che ha un progetto e lo sta realizzando, che è felice di stare dove sta. Non è che continuare a ripeterci che l'apocalisse è vicina aiuti ad affrontarla meglio, anzi. Tante volte, nel mio periodo di baratro e apatia da inerzia lavorativa, ascoltando le statistiche sulla disoccupazione e le previsioni catastrofiche che passavano al telegiornale mi sono buttata ancora più giù dicendomi che tanto è inutile anche cercare, non c'è soluzione.

domenica 7 luglio 2013

AMICIZIA, altre riflessioni random


Altro giro di considerazioni su quel nobilissimo sentimento che, come ho già avuto modo di affermare più e più volte, per me ha un valore assoluto e fondamentale. Questa volta però dal punto di vista dell'amicizia uomo-donna.
Mettiamo subito le cose in chiaro: per me non esiste.
E qui so già che mi attirerò gli strali di mezzo mondo, che non è assolutamente vero, l'amiciza fra uomo e donna è possibile ed è bellissima, anzi, è molto più sincera, completa ed appagante di quelle fra due persone dello stesso sesso, e bla bla bla.
Beh, per me no.
L'Amicizia con la A maiuscola, quella per cui puoi parlare di tutto senza filtri, che sai che verrai sempre ascoltata, capita e non giudicata. Quella per cui sai che l'Altra c'è sempre e comunque, e anche TU ci sei, e soffri e gioisci allo stesso modo. Quella che quando ti succede qualcosa non vedi l'ora di raccontargliela. L'amica che ti viene in mente così dal nulla, perchè vi conoscete così bene che non puoi fare a meno di pensarla quando vedi qualcosa che sai che le piacerebbe. Quella che, anche se non ti vedi per mesi, è come se vi foste salutate ieri, perchè ci sono una sintonia e un'intesa che vanno oltre il tempo e la distanza fisica.
Ecco, questo per me non può esistere con un uomo. Ovviamente ci sono dei rapporti definiti amicizia (parola secondo me fin troppo abusata), che io personalmente considero conoscenze, nei quali possono rientrare tutti gli uomini del mondo: persone con cui ti vedi, magari anche abbastanza spesso, ci esci, vai al cinema, ci fai due chiacchiere, ma non mi viene da raccontargli i fatti miei e chiedere consigli.
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