lunedì 23 giugno 2014

Il lavoro nobilita l'uomo...?!

LAVORO, la piaga del nostro tempo. Un Godot che si fa sempre troppo aspettare, e non si sa nemmeno se arriverà mai.

Io rientro in pieno in quella categoria di sfigati malcapitati che nella crisi ci entrano con tutte le scarpe. Laureata nel 2008, agli albori di quella che sembrava 'una cosa americana', ho avuto la pessima idea di fare anche un master, fra il 2009 e il 2010, perdendo terreno prezioso su quella bestia nera che è il mercato del lavoro. Pur essendoci approdata a fatica, dopo appena un anno di stage (ma pagati come un lavoro italiano), ho anche avuto la pessima idea di lasciare l'estero-Eldorado nel 2012.
Sono stata quasi un anno disoccupata. Poi ho trovato una sostituzione di maternità di 11 mesi, per il lavoro che, sulla carta, era quello che avrei sempre voluto fare, ma che si è rivelato una delusione cocente. Alla scadenza del contratto il 1 giugno volevo fare la choosy viziata: prendermi un po'di tempo per me, per capire cosa fare e dove andare. Cercare forse di tornare all'Eldorado estero, o emigrare dalla provincia che forse forse mi iniziava a stare di nuovo stretta. Approfondire nuovi spunti lavorativi, inventarmi qualcosa, tornare a inseguire un sogno.
E invece, la vita è quella cosa che ti capita mentre sei intento a fare altri progetti: mai nulla di più vero. Una serie di colloqui fatti per caso, per tenermi in allenamento, e tac, mi sono ritrovata con un altro lavoro, prima ancora che mi scadesse quello vecchio, tanto che ho dovuto dare le dimissioni 2 giorni prima della fine del contratto. Un lavoro per il quale non pensavo mi avrebbero mai presa, dato che ero largamente, ampiamente e abbondantemente over-qualified. E invece no.
Così non sono mai stata disoccupata. Da 3 settimane lavoro, e su quella scrivania mi sembra di morire ogni giorno un po' di più, e di vedere i miei sogni ambiziosi allontanarsi all'orizzonte. Il mio cervello si atrofizza a smistare la posta e ordinare i protocolli. Il mio orgoglio intellettuale e femminile si incrina ogni volta che mi mandano imperiosamente a fare le fotocopie, o mi chiedono di portargli un caffè. La mia ambizione si sgretola davanti al maschilismo spinto dei colleghi. Il mio spirito libero e indipendente viene inscatolato dietro alle chiacchiere vuote che insceno con le colleghe.

Il lavoro nobilita l'uomo dicono, ma su quella scrivania io mi logoro
ed imbruttisco ogni giorno che passa.

E mi verrebbe da urlare allo scandalo, per chi mi fa buttare nel cesso anni di studio ed esperienze e che, scegliendo me, ha escluso altri che sarebbero stati più adeguati al ruolo. Nessuno mi ha obbligata ad accettare (ed è comunque un'ennesima sostituzione di maternità, a scadenza), ma con i tempi che corrono, chi sono io per rifiutare un lavoro che mi assicura l'indipendenza?!
E' questo il paradosso perverso dei nostri tempi?? Come si fa a ribellarsi e dire no, non ci sto? E' ancora possibile sognare qualcosa di meglio? Vi prego, ditemi di sì.

16 commenti:

  1. Certo, DEVI sognare qualcosa di meglio! Io su una scrivania ci stavo impazzendo e ad una certa ho mandato a quel paese caffe' fotocopie e il contratto a tempo indeterminato che TUTTI mi invidiavano. Il lavoro non nobilita proprio un cavolo, infatti io ho smesso ;) Non ti conosco, ma ti dico solo di non mollare... non e' facile, ma non abbandonare i sogni!

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  2. E' possibile farlo, ma coi tempi che corrono bisogna stringere i denti e affidare i sogni ai nostri hobby e amici^^

    Moz-

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    1. Pensavo bastasse. L'anno scorso ho investito tanto in hobby, interessi collaterali e rapporti umani. Hanno aiutato, molto, ma mi sto rendendo conto che non bastano.

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  3. Non ho una risposta. Io ho avuto la fortuna di fare a lungo un lavoro che mi piaceva. Ora meno, ma quello che dovevo fare e conquistare l'ho già conquistato, e cerco piccole soddisfazioni anche altrove. Purtroppo oggi l'italai offre poco, bisognerebbe avere il coraggio (o la possibilità) di fare scelte radicali, come (nel tuo caso) tornare a guardare oltre i confini dell'italia ...

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    1. ...e mi sa che ci torno a guardare, oltreconfine. Qui all'orizzonte vedo solo fumo e nebbia

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  4. Sognare SI, tesoro, certo che si. Devi e non smettere, ne di sognare ne di cercare qualcosa di meglio. Ma intanto che cerchi, io, quel lavoro alienante ed orrendo e frustrante e svilente lo terrei, nella consapevolezza di essere qualcosa di migliore di loro e delle loro chiacchiere da pausa caffè, sapendo di meritare di più, che è giusto ambire SEMPRE a qualcosa in più...non smettere di cercare e quando senti che stai per esplodere, con quei soldi che guadagni tanto faticosamente, comprati un "regalino", fosse anche un gelato, ma gratificati, perchè noi lo sappiamo: te lo meriti.

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    1. Grazie Giulia, eh sì in effetti dalla fine di un rapporto importante e dalla frustrazione del nuovo lavoro (complici i saldi imminenti), il mio portafogli ne sta risentendo parecchio... :-/

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  5. Tesoro bello, sognare non costa niente. O almeno così dicono. Perché secondo me sognare è sperare e sperare invano fa male. Ma io sono certa che tu troverai qualcosa di meglio. Certa certissima. E sono pure certa che, porcazozza, troverò qualcosa pure io. Che non sia vendere polizze o call center, che qua pare vogliano solo quello.
    Un abbraccio e un grosso in bocca al lupo

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    1. Daje Princess che j'a famo!! Lo spero tanto tantissimo, per entrambe. Crepi il lupastro ;-)

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  6. Chissà perchè tutti ricordano la prima parte del detto e mai la seconda "il lavoro nobilità l'uomo ... e lo rende più simile alla bestia" !! Continuare a sognare si può e si deve, perchè è quello che ci tiene vivi e ci consente di essere felici, ma nella vita a volte bisogna scendere a ccompromessi e stringere i denti: solo tu sai se questo è il momento per te di fare l'una o l'altra cosa, solo tu conosci la tua condizione fisica, psicologica, economica etc. etc. in bocca al lupo LaFra

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    1. Crepi, grazie! Avrei bisogno di stare un po' ferma e pensare, e prendere qualche decisione controcorrente...che alla fine rimando sempre

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  7. ti capisco appieno! anni per conseguire lauree e poi ti ritrovi a fare tutt'altro. Benvenuta nel club!!

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    1. Magra consolazione essere in tanti e buona compagnia... :-(

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  8. Dico che non lo so.
    Che hai ragione, non c'è alcuna nobiltà in quel tipo di lavoro e in quelle dinamiche.
    Che a volte basterebbe solo una sana botta di culo.
    Che altre volte un lavoro giudicato male si rivela il lavoro della vita.
    Che tanto dipende da quanto ti pagano e dalle persone con cui lavori.

    Che il lavoro, oggi, non è uno dei pilastri della vita. Che i pilastri bisogna cercarseli altrove. Tenerseli stretti. Appoggiarcisi per non andare a fondo.

    Ti bacio Bì!

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    1. ...e io qui continuo a cercare, e ad appoggiarmi a quegli altri pilastri.
      Grazie Vale, un abbraccione! :-)

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