domenica 2 febbraio 2014

PAROLE



Parole, maledette parole.
Le parole sono importanti, è uno dei miei slogan di vita. Ma quando sono troppo importanti da diventare pesati come piombini, e non riescono a venire a galla, una come deve fare?
Ho sempre avuto problemi con le parole. Quelle dette, perché quelle scritte mi sono sempre uscite copiose, belle, rigogliose, profumate, leggiadre. Come sai scrivere bene mi dicevano a scuola, e qualcuno ancora adesso.
Ma quando si tratta di dargli voce, di trasformare quei segni di inchiostro aggraziati e leggeri in suoni, lì mi blocco. E sì che da un annetto a questa parte mi picco di fare l'attrice.
C'ho un blocco. C'ho un grosso blocco in fondo allo stomaco, che al massimo arriva alla base della gola, ma poi non ne viene più fuori. Sarebbe così facile risolvere tutto con una bella lettera. Una mail, toh. Ho tante di quelle parole raggomitolate in testa che dipanare la matassa su un foglio bianco sarebbe bellissimo e liberatorio.
Ma certe cose non si possono scrivere, vanno dette.
E allora piuttosto che venire fuori cavalcando la mia voce, rimangono un grumo congelato dentro al mio stomaco. Sta pure iniziando a fare male.
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