sabato 19 aprile 2014

Si parte

Immagine presa dal web


Si avvisano i gentili lettori che la sottoscritta Bì, già da lungo tempo latitante al massimo nella blogosfera, lo sarà inesorabilmente ed immancabilmente per le prossime 2 settimane. Niente internet, niente cellulare.
Fanculo al mondo (stavolta bando agli **), alla precarietà, al lavoro-sfruttamento, alla pioggia e soprattutto fanculo a chi nun me vole: me ne vò 2 settimane a Cuba. Passo e chiudo, se vedemo quando torno (se torno). 

Hasta la victoria, siempre.


lunedì 7 aprile 2014

Potare i rami secchi


Ultimamente sono in tanti a manifestarmi solidarietà e ammirazione per la mia scelta di aver voluto troncare tutti i ponti con quella persona che poteva essere LA persona della mia vita, ma alla fine non è stata (tranquilli, questo non è l'ennesimo postpipponemenoso su di lui, basta). Non nego che sia difficile, tremendamente difficile, cancellare dal proprio quotidiano qualcuno che ne faceva parte in modo così totalizzante e assoluto. Così mi sono trovata a ripensare agli altri rami secchi che in passato ho asportato dalla mia vita, quelle persone che credevo punti saldissimi ma con le quali il rapporto si è irrimediabilmente incrinato, e mi hanno inferto cocenti delusioni. Con alcuni c'è stato un dialogo finale, con altri si è semplicemente abbassata la saracinesca e sono rimasti lì, nel limbo delle amarezze irrisolte.

In pochissimo tempo Tullia ed io eravamo diventate amichesorelle. Ci univa un sentimento fortissimo, di quelli che provi quando trovi un'anima in totale simbiosi con la tua, con la quale condividi tutta l'angoscia e i tormenti dei 17 anni. Oltre ad essere la mia amicasorella, Tullia era anche la figlia del mio prof di biologia. Nell'inverno del mio quinto anno di liceo avemmo un brutto litigio: nato per uno stupido malinteso, finì che non ci parlavamo più, nonostante le 'imboscate' riappacificatrici delle amiche comuni. Niente, non potevamo più vederci. Anche suo padre non poteva più vedermi, e fece di tutto per segarmi alla maturità. Quel punto in meno sul giudizio finale marchiava a fuoco la mia 'inferiorità' e sanciva la mia esclusione dall'esenzione della retta universitaria per il primo anno. A me non importava un fico secco dei voti, stavo male perchè avevo perso la mia amicasorella. Ho cercato più volte, allora, di parlare un'ultima volta ma non c'è stato nulla da fare.
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