mercoledì 28 maggio 2014

CUBA - perchè il viaggio è sempre la miglior medicina alternativa

Varadero
Arieccomi.
Come promesso, dopo il pippone elettoral-politicizzato (che, fra parentesi, per me è andata benone), breve excursus sul mio (ahimè, ormai lontano) viaggio cubano.

Trinidad

Due splendide settimane di totale alienazione dal mondo, senza internet, scarsi contatti telefonici, zero connessioni telepatiche con chissà chi. Uno stacco totale, che mi ha fatto gran bene, per ricaricare, ridimensionare, ripartire. Infatti, appena tornata ho ingranato la 4a.

Playa Ancòn
Un viaggio facile, facilerrimo: io e la mia amica siamo partite con solo il biglietto aereo a/r, il resto fatto tutto in loco. Spostarsi è molto comodo, ci sono ottimi trasporti interni, sia pubblici che privati (macchine con autista). La gente è amichevole e tranquilla (anche se la fregatura è sempre in agguato). Le città pullulano di polizia, quindi è tutto molto sicuro anche per 2 ragazze sole. Trovare alloggio è più facile che prendere la metro a Milano nell'ora di punta. La lingua comprensibilissima. Il cibo economico e molto molto 'normale' (riso, fagioli, pesce, aragosta e pollo, voilà le grandi variazioni sul tema), e abbonda ovunque. Ottima frutta tropicale. Cocktails più economici dell'acqua.

L'Havana, Floridita
Ecco, forse tutto troppo facile. Troppo 'normale', in quell'atmosfera comunque molto occidentale, vagamente americana pur con l'affascinante retrogusto anni '50 e un po'decadente. Ho capito che a me piacciono le emozioni forti, i sapori pungenti, gli odori acri dei mercati africani, i colori violenti dei tessuti indiani, le cantilene di lingue piene di fascino che non riesco a capire. Sono una viaggiatrice da altro che sia veramente altrove, in tutto e per tutto.

Per carità, un bel viaggio, dove siamo riuscite a coniugare in perfetto bilanciamento mare e visite 'culturali': su 2 settimane, 6 giorni e 1/2 di mare e bagni, il resto città e natura. Però ecco, mi è mancato il brivido.

Per rendere l'idea, racconto a tutti questo aneddoto:

'10 anni fa, la mia parrucchiera è stata per la prima volta a Cuba. Al ritorno, si è presa un cane che ha chiamato Cuba. Io il cane non me lo prenderei mai, ma chiamerei mia figlia India'.

Valle de Vinales


P.S.: continua la mia ascesa social, ora sono pure Instagammata (vedi icona in alto a sinistra!)

lunedì 19 maggio 2014

Chiamata al dovere civico&morale, o del post politicizzato



Tornai.
Veni, vidi vici, come diceva qualcuno. Cuba è stata rigenerante, 2 settimane belle piene, di totale isolamento dal mondo: niente tv, niente giornali, niente internet, telefono acceso ogni tot per far sapere a mia madre che ero viva e stop.
MA, mi dispiace deludere le aspettative, a questo giro niente resoconti di viaggio. Non ancora.
Non mi sono affacciata prima alla blogosfera perchè al mio rientro sono stata iper-assorbita da una questione (non ancora finita per altro) che mi appassiona molto: 
le elezioni europee di domenica prossima.
Se siete irritabili e sensibili all'argomento, potete anche smettere di leggere qui; tanti saluti e amici come prima. Se invece vi viene la curiosità di sapere perchè e per chi mi sto dedicando anima e cervello, vi lascio le righe che seguono.

Da qualche tempo mi appassiono di Europa. Forse da quando ho fatto l'erasmus, prima ancora di studiarla e viverla a Bruxelles. Siccome mi rendo conto che siamo ad un momento cruciale per l'Europa e l'Italia in essa, che c'è in giro tanto, troppo livore e malcostume politico, nonchè gravi ignoranze di sistema, invece di stare lì in un angolo a lamentarmi ho deciso che era mio dovere civico e morale fare qualcosa.
Cosa ho fatto dal mio basso?!

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